Pubblicità occulta a Sanremo?

Non si può dire  Sanremo senza dire polemica: è l’appuntamento più amato e più discusso di sempre.

Milano, 15 febbraio 2024 – La 74esima edizione del festival si è confermata infatti come l’evento con il più alto impatto sugli investimenti pubblicitari in Italia, che quest’anno hanno superato i 60 milioni di euro, segnando il record e attestando il trend in crescita.

Anche la pubblicità desta polemiche, perché come successo nella scorsa edizione, anche quest’anno si è discusso molto di pubblicità occulta. In particolare, hanno attirato l’attenzione le scarpe bianche di John Travolta, che hanno dato spazio a numerose conversazioni. Polemiche che hanno avuto un riscontro mediatico tale da ricordare il vecchio adagio della pubblicità: “… pur che se ne parli”.

Ma cosa è successo esattamente, perché è nata questa polemica? La polemica è nata perchè le scarpe sono state molto in evidenza e non è stato resa nota l’esistenza di un accordo a giustificare questa attenzione. Non conosciamo i dettagli dei contratti in essere e quindi non possiamo evincere se ci siano state delle infrazioni, ma quello che sappiamo con certezza è che tutte le attività di natura promozionale presenti all’interno di un evento come Sanremo devono rispettare le norme vigenti che tutelano i consumatori affinché possano capire se il messaggio che stanno vedendo è pubblicitario.

 

Per capire meglio quali sono queste regole abbiamo chiesto LCA studio legale, nostro associato, di aiutarci a capire quali sono le regole si dovrebbero seguire in casi simili.

Ci risponde Gianluca De Cristofaro, avvocato esperto di Advertising Law:

Vanno innanzitutto tenute a mente le norme relative al divieto di pubblicità ingannevole, ossia l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e gli art. 20 e 21 del Codice del Consumo che vietano qualsiasi pratica (anche omissiva) idonea a falsare il comportamento economico del consumatore medio (o, comunque, indurlo in errore).

Con specifico riferimento alla pubblicità occulta e al principio di trasparenza, ossia al tema della riconoscibilità del messaggio pubblicitario, va considerato certamente l’art. 7 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale secondo cui “La comunicazione commerciale deve sempre essere riconoscibile come tale”.

Nonché alcune previsioni Testo Unico per la fornitura di servizi di media audiovisivi) e, in particolare, l’art. 43 secondo il quale “le comunicazioni commerciali audiovisive devono essere prontamente riconoscibili come tali e sono proibite le comunicazioni commerciali audiovisive occulte” e l’art. 48 il quale precisa che “l’inserimento di prodotti è consentito in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi per bambini” e che in relazione ai programmi che contengono l’inserimento di prodotti, “i telespettatori sono chiaramente informati dell’inserimento di prodotti tramite apposita identificazione all’inizio e alla fine della trasmissione e quando il programma riprende dopo un’interruzione pubblicitaria, per evitare ogni possibile confusione da parte del telespettatore”.

 

Leggendo quindi le norme in essere possiamo dire che hanno tutte lo stesso obiettivo, tutelare gli utenti e permettere loro di essere consci della tipologia di contenuto che stanno guardando attivando la “advertising consciousness” ovvero la “coscienza pubblicitaria”, che si riferisce alla consapevolezza e comprensione di gli utenti possano riconoscere i messaggi pubblicitari.

Questi temi non sono solo forieri di polemiche, ma anche di grande attenzione da parte degli enti competenti e dei soggetti portatori di interesse, come IAA abbiamo particolarmente a cuore la tutela degli utenti e stiamo organizzando un ciclo di eventi che approfondiscano il nostro Manifesto per una Comunicazione Responsabile e che diffondano cultura intorno alle regole esistenti per la tutela dei consumatori.

Il primo evento si terrà il 29 febbraio presso lo Zelig. Si tratta di una serata speciale di Bar Spot, l’innovativo format teatrale basato sulla pubblicità e sulla comunicazione, ideato e condotto da Francesco Bozza, pubblicitario, autore e CCO di Grey Italia. Un vero e proprio spettacolo per celebrare il lancio del Manifesto BEING HUMAN di IAA. Lo scopo è quello di diffondere la consapevolezza verso una Comunicazione Responsabile e supportare l’invito a tutti gli stakeholder del settore ad unirsi per una comunicazione sempre più inclusiva e umana.

Informazioni e iscrizioni a: https://iaaitalychapter.it/evento/bar-spot-live-show/

 

Per ulteriori informazioni o per aderire as IAA:

Segreteria IAA Italia: segreteria@iaaitalychapter.it

PR: Dina Piponski dina.piponski@iaaitalychapter.it