# The Pisanos // Porsche spec ad
Creatività
Un esperimento che esplora i limiti e le possibilità della produzione video con AI. Il concept è affascinante e spinge a riflettere su come l’AI possa ridefinire l’estetica pubblicitaria. Tuttavia, il vero punto di discussione è stato il dietro le quinte: il backstage – sorprendentemente più “autentico” dello spot stesso – ha generato più engagement e curiosità rispetto al prodotto finale. Questo suggerisce che, almeno per ora, la trasparenza sul processo di creazione è più interessante dell’output stesso.
Aspetto Legale
Nell’analisi del video in questione, che ricostruisce la prova di un’autovettura Porsche, si configura un’ipotesi di potenziale sfruttamento del marchio (anche se generato tramite Intelligenza Artificiale). Tuttavia, al momento non siamo in grado di confermare né escludere la presenza di una specifica autorizzazione da parte di Porsche per l’utilizzo del proprio marchio e il creatore del contenuto dichiara che si tratta solo di un test speculativo. Pertanto, ogni valutazione deve essere intesa come meramente ipotetica.
Ciò premesso, l’utilizzo non autorizzato del nome o del logo Porsche potrebbe configurare un vantaggio indebito. La presentazione del video in modalità simil-pubblicitaria, benché accompagnata da un disclaimer che ne specifica la natura puramente artistica e di intrattenimento, e la sua diffusione su piattaforme come YouTube, potrebbero comunque sollevare dubbi sulla sussistenza di un elemento commerciale. Tale elemento potrebbe manifestarsi non solo attraverso potenziali ricavi pubblicitari o sponsorizzazioni, ma anche mediante l’incremento di visibilità dell’autore e dei suoi contenuti.
Pertanto, è plausibile ritenere che, in assenza di un consenso esplicito da parte del titolare del marchio o della piena applicabilità di eccezioni normative, l’iniziativa possa essere considerata illecita.
In tal senso, la dottrina statunitense del “fair use” potrebbe rivestire interesse, consentendo l’utilizzo di materiale protetto da copyright a determinate condizioni. Tuttavia, nel caso specifico, l’applicazione del concetto di “uso trasformativo” al fine di legittimare l’utilizzo del marchio Porsche rimane incerta e soggetta a valutazione.
Uso dell’AI
Il progetto utilizza la generazione text-to-video fornita da Google DeepMind Veo2, piattaforma avanzata tra quelle aperte al grande pubblico. L’autore ha condiviso dettagli sulla sua pipeline produttiva, mostrando come il sistema generi sequenze brevi ma di grande impatto visivo, ideali per il montaggio pubblicitario con inquadrature medie di 1,5 secondi.
Notevole la qualità dei dettagli: dall’accuratezza dei modelli Porsche alla coerenza degli ambienti fino alla fluidità dei movimenti di camera. Veo2 gestisce inquadrature complesse senza allucinazioni, con grande realismo e una rappresentazione accurata del movimento grazie al training del modello per comprendere la fisica.
Interessante la creazione di un falso “behind the scenes” generato anch’esso con AI, dimostrando come questi strumenti producano non solo contenuti primari ma anche meta-contenuti. Per la parte testuale del BTS, l’autore ha utilizzato Anthropic Claude, evidenziando come diversi modelli AI possano creare un ecosistema produttivo completo.
I singoli clip mostrano la capacità del modello di rispondere a prompt dettagliati, includendo elementi specifici e talvolta aggiungendo tocchi creativi inaspettati. Le opzioni avanzate di controllo della camera proprie di Veo2 permettono di interpretare con precisione le istruzioni per creare una gamma di stili di ripresa e movimenti.
Nonostante i progressi, la stessa DeepMind ammette che creare video realistici mantenendo completa coerenza in scene lunghe e complesse resta una sfida difficile. A maggior ragione, il risultato finale di questo video è profondamente influenzato dalle scelte umane: ideazione, sceneggiatura, montaggio, direzione creativa.