Original source: Nature hits different (Caso studio)

Osservatorio AI generativa

Creatività e produzione

In questo caso, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e’ stato fondamentale per realizzare una creatività che, se fosse stata sviluppata con metodi tradizionali come CGI e compositing, avrebbe comportato costi estremamente elevati.

Interessante è anche il contributo del regista, che ha scelto di adottare un tone of voice surreale, quasi trash. Questa scelta ha permesso di sfruttare l’AI in modo volutamente imperfetto: il volto dell’attore non è mai del tutto coerente, mentre l’ambientazione è completamente surreale, lasciando spazio a scenari interamente inventati.

Si tratta di uno di quei casi in cui l’intelligenza artificiale non viene impiegata per ottenere un risultato realistico, ma piuttosto per esplorare nuove possibilità espressive, ampliando i confini della creatività visiva.

 

Aspetto Legale

Un aspetto giuridico rilevante di questo spot riguarda l’uso dell’immagine dell’attore: l’inserimento di elementi realizzati con IA, come l’applicazione del volto su un corpo diverso, far “volare” il soggetto come fosse un supereroe o deformarne il viso in chiave umoristica, richiede un consenso informato che copra sia l’utilizzo “normale” dell’immagine, sia le trasformazioni digitali. Questo perché la post-produzione può incidere sulla percezione pubblica e sui diritti di immagine, rendendo opportuno specificare nel contratto la possibilità di manipolare, lo scopo e le modalità di tali alterazioni, così da evitare contestazioni per uso improprio. Infatti, è buona prassi rendere il soggetto consapevole che la sua immagine verrà non solo utilizzata in forma “originale”, ma anche elaborata o trasformata con strumenti di intelligenza artificiale.

Infine, la rappresentazione del personaggio che, dopo aver utilizzato il prodotto, riesce a compiere azioni straordinarie è manifestamente parodistica e fantasiosa, e pertanto non presenta alcun rischio di configurare un’ipotesi di pubblicità ingannevole o manipolativa.

 

Uso dell’AI

Lo spot rappresenta un utilizzo surreale dell’AI, contrapponendosi alla tendenza di un’integrazione invisibile della tecnologia generativa. Tecnicamente discreto, lo spot combina riprese tradizionali con sistemi image-to-video, probabilmente modelli diffusion-based con checkpoint personalizzati. Interessante la continuità (per un prodotto AI) del protagonista in ambienti molto diversi, questo suggerisce modelli specializzati LoRA (Low-Rank Adaptation), che aiutano a mantenere un minimo di consistenza nelle caratteristiche di un soggetto, con morphing ambientali rapidi (dalla doccia alla montagna russa di limoni, dall’oceano di cocco al canyon ghiacciato) e transizioni fluide tra scene reali e generate. La qualità discreta delle texture AI lascia intuire l’applicazione di upscaling e color grading nella post-produzione, con una “firma AI” volutamente(?) riconoscibile: tipici colori sovrasaturati e dettagli naturali elaborati (foglie, limoni, acqua). L’integrazione di VFX tradizionali e output AI emerge soprattutto nelle sequenze di transizione, dove il compositing avanzato fonde elementi reali con scenari generati. Questo approccio ibrido, oggi spesso privilegiato per produzioni professionali, aiuta a mantenere il controllo su prodotto e protagonista, affidando all’AI la creazione di ambienti fantastici con budget contenuti.

Il caso mostra un possibile uso pubblicitario dell’AI: invece di nasconderla, la si esibisce come arricchimento con le sue imperfezioni, suggerendo come la distintività possa derivare anche dalle peculiarità visive dell’intelligenza artificiale generativa, seppur a discapito della resa.